Appartenente all’ordine degli ungulati artiodattili e alla famiglia Cervidae, è il più grosso tra gli ungulati selvatici della nostra zona ed è molto conosciuto per i palchi maestosi dei maschi, che cadono e si rinnovano ogni anno, nonché per i caratteristici bramiti che si sentono anche a grande distanza.
Morfologia
Il cervo presenta un dimorfismo sessuale molto accentuato, con i maschi, alti 105-140 cm al garrese, molto più grossi e con baricentro più spostato anteriormente rispetto alle femmine, alte 95-110 cm. Il peso dei maschi aumenta fino a circa 7-8 anni di età e può raggiungere i due quintali, mentre nelle femmine si assesta attorno ai 3-4 anni e non supera i 70 kg.
In aprile-maggio si ha la muta primaverile, con mantello più chiaro, mentre a settembre-ottobre avviene quella autunnale, con mantello più scuro. Fino a tre mesi di età i piccoli presentano le tipiche pomellature biancastre. In questo periodo, per ridurre il rischio di predazioni, l’odore dei piccoli è poco marcato e la madre li riconosce attraverso tale colorazione, diversa per ognuno di essi.
I maschi sono provvisti di palchi, assenti nelle femmine, che si rinnovano annualmente per crescere ogni volta di dimensioni maggiori. Sono costituiti da tessuto osseo che, in fase di crescita, viene nutrito da un rivestimento epiteliale provvisorio, chiamato velluto. Di dimensioni notevoli, possono superare il metro di lunghezza e gli 8 kg di peso. Quando è completamente sviluppato, il palco presenta bilateralmente una stanga inserita su una protuberanza ossea permanente (detta stelo), con una rosa alla base alla quale fanno seguito, orientati anteriormente, un pugnale (detto anche occhiale), un ago (detto anche invernino), un mediano (detto anche pila) e infine, all’estremità superiore, una forca (se composta da due punte) o una corona (se composta da tre o più punte). Le perlature sulla parte inferiore delle stanghe sono meno evidenti rispetto a quanto si osserva nel capriolo. Gli steli iniziano a formarsi a partire dal quarto mese di vita, mentre le stanghe a partire dal 7°-8°. A un anno di età (quando i cervi sono detti fusoni) sono visibili le due punte del primo palco, ricoperte dal velluto che cade a fine estate (agosto-settembre), mentre il primo palco cade in primavera (aprile-maggio). Attorno ai due anni inizia a svilupparsi il secondo palco, che cresce a notevole velocità (circa 2 cm al giorno) per poi ripulirsi dal velluto in agosto. A partire dal terzo palco, la pulitura e la caduta vengono anticipati di qualche giorno ogni anno fin verso gli 8-9 anni di età, quando il numero delle punte raggiunge il massimo per poi stabilizzarsi, potendo comunque ancora osservarsi un aumento delle dimensioni.
Alimentazione
Più pascolatore (60%) che brucatore (40%), è però in grado di modificare tale tendenza per adattarsi a condizioni di carenza digerendo anche parti vegetali molto fibrose.
Ciclo di vita e riproduzione
Il cervo può vivere fino a 20 anni, ma in natura di solito non supera i 15. Predilige zone con boschi (75%) alternati a radure (25%). Ha la tendenza a seguire sempre gli stessi percorsi e in inverno si possono vedere gruppi di femmine e di giovani in fila indiana. Forma branchi di individui dello stesso sesso, spesso con legame familiare soprattutto nelle femmine, composti da circa 3-6 elementi in estate e 6-9 in inverno. Dopo i due anni, i maschi vivono dapprima in piccoli gruppi (3-4 individui) e poi singolarmente, raggiungendo il pieno sviluppo corporeo attorno ai 6-7 anni e unendosi alle femmine solo nel periodo riproduttivo. Pur raggiungendo la maturità sessuale in precedenza, raramente si accoppiano prima di 5-6 anni di età. Nel periodo di pieno vigore fisico, cioè tra 7 e 10 anni, prendono il controllo di un intero gruppo di femmine (per cui si parla di “harem”). Nel periodo tra fine settembre e fine ottobre si ha la massima concentrazione degli affrontamenti tra maschi ed è molto facile sentire i loro bramiti. Dopo diversi giorni di intensa attività, durante la quale gli accoppiamenti sono ripetuti più volte, i maschi dominanti giungono a perdere anche più di un terzo del loro peso e lasciano il campo ai più giovani. La gravidanza dura circa 7 mesi e mezzo e in genere viene partorito un solo piccolo. Già dai primi giorni di vita, questo viene lasciato solo mentre la madre si allontana in cerca di cibo. Tuttavia lo raggiunge almeno 3-4 volte al giorno per allattarlo. Dopo un paio di settimane, a volte anche meno, il piccolo inizia a seguire la madre nei vari spostamenti. I maschi di solito lasciano la madre verso i due anni, mentre le femmine restano con lei molto più tempo.
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