Gli accipitridi (Accipitridae) sono una famiglia di uccelli appartenenti all’ordine degli accipitriformi (Accipitriformes). Comprende sia uccelli rapaci di animali vivi sia avvoltoi, con alcune specie che raggiungono dimensioni considerevoli.
Animale simbolo delle zone alpine e predatore apicale, dal 1977 è beneficiaria di rigidi piani di protezione. Lunga circa 80 cm, pesa da 3,5 (maschio) a 5,5 kg (femmina) e ha un’apertura alare che può superare i 2 m. Di colore bruno scuro, è provvista di un potente becco adunco. La base delle penne remiganti è bianca nei giovani, mentre nelle timoniere è bianca in tutti. Gli artigli posteriori possono superare i 5 cm di lunghezza. È presente tra 1000 e 2500 m di altitudine e può predare sia mammiferi sia uccelli. La riproduzione avviene a volte già a 3 anni, ma di solito verso i 7-8, con coppie soprattutto monogame. In primavera viene aggiunta della paglia ai nidi di ramaglie preparati d’autunno in aree rocciose (più raramente su alti alberi), dove vengono deposte 1-2 uova, covate per circa un mese e mezzo, con schiusa a maggio. Come nel caso del gipeto e di altri rapaci, per 5-15 giorni può esserci cainismo (il pulcino che esce dall’uovo deposto per primo uccide il fratello che nasce qualche giorno dopo, così da non andare incontro a competizione alimentare), poi si ha permanenza nel nido per 2,5-3 mesi, con primo volo tra fine luglio e inizio agosto. Nei primi 11 mesi di vita libera c’è la fase di dispersione, poi inizia quella esplorativa e infine si ha la ricerca del territorio. Le aquile si allenano tra loro a lottare: non si fronteggiano dorsalmente, ma una si mette a pancia in su così da affrontarsi artigli contro artigli. Seppur disturbate da scalatori, parapendii ed elicotteri, le aquile possono superare i 25 anni in ambiente naturale.
Nel VCO ce ne sono circa 25 coppie, in aumento per il numero crescente di marmotte e ungulati.
Lunga circa 50-55 cm, pesa circa 0,5-1,2 kg e ha un’apertura alare di 120-130 cm. Di colore bruno, presenta inferiormente evidenti macchie bianche. Predilige boschi con radure, dove preda soprattutto piccoli mammiferi e rettili, ma anche anfibi e insetti. In primavera nidifica su grandi alberi e a volte su rocce, covando 2-6 uova per un mese, con primo volo dopo un mese e mezzo. Può vivere oltre 25 anni in ambiente naturale.
Nel VCO ce ne sono diverse coppie, distribuite per lo più tra 400 e 1400 m di altitudine.
Lungo circa 50-60 cm, pesa circa 0,5-2 kg e ha un’apertura alare di 100-120 cm. Ha colore grigio-bruno (bruno nei giovani) con sottili strisce trasversali scure. Presente tipicamente in boschi maturi, frequenta anche aree urbane e preda soprattutto uccelli, ma anche piccoli mammiferi. In primavera nidifica su grandi alberi covando 2-6 uova per un mese, con primo volo dopo 5-6 settimane. Può vivere fino a 20 anni in ambiente naturale.
Nel VCO è presente in diverse decine di coppie, distribuite tra 260 e 2400 m, ma soprattutto tra 600 e 1600.
Lungo circa 30-35 cm, pesa 100-350 g e ha un’apertura alare di 55-70 cm. Dorsalmente grigio, ventralmente è più chiaro con barre trasversali scure. Presente tipicamente in boschi maturi, frequenta anche aree aperte dove preda soprattutto uccelli, ma anche piccoli mammiferi. In primavera nidifica su grandi alberi covando 2-7 uova per un mese, con primo volo dopo 4 settimane. Può vivere oltre 15 anni in ambiente naturale.
Nel VCO è presente in diverse decine di coppie distribuite tra 200 e 2300 m, ma soprattutto tra 600 e 1600.
Lungo 55-60 cm, pesa 600-900 g e ha un’apertura alare di 150-160 cm. Bruno-marrone dorsalmente, è più chiaro ventralmente. Vive in boschi maturi di latifoglie, ma anche in aree rocciose, parchi e coltivazioni, soprattutto sotto i mille metri. Preda pesci, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi e insetti. Frequenta anche allevamenti ittici e avicoli, nonché discariche umane. In primavera nidifica su alberi covando 1-4 uova per un mese, con primo volo dopo 6-7 settimane. Può vivere fino a 20 anni in ambiente naturale.
Nel VCO è presente soprattutto nella zona dei laghi Maggiore e d’Orta. Migratore, arriva in genere dopo metà marzo e riparte entro la fine di agosto.
Lungo 50-60 cm, pesa 0,6-1 kg e ha un’apertura alare di 125-140 cm. A volte viene confuso con la poiana perché ha colorazione simile: dorsalmente brunastro, ventralmente è più chiaro con macchie brune. Vive in boschi (in particolare di castagni e faggi) nei pressi di aree aperte, fin verso i 1500 m di quota, nutrendosi soprattutto di larve e pupe di vespe e imenotteri in genere, ma anche di altri insetti, vermi, rettili, anfibi, roditori e qualche vegetale. Nidifica in tarda primavera/estate su alberi, utilizzando anche nidi di altri uccelli e covando 1-3 uova per un mese, con primo volo dopo 6 settimane. Può vivere oltre 25 anni in ambiente naturale.
Migratore, sverna a sud del Sahara e nel VCO è presente dalla tarda primavera a inizio estate.
Lungo 60-70 cm, pesa 1,1-2,2 kg e ha un’apertura alare di circa 180 cm. Bruno-grigio dorsalmente, è biancastro ventralmente. Predilige versanti aperti e soleggiati, con aree boschive e arbustive, soprattutto tra 400 e 1600 m. Si nutre soprattutto di serpenti (una coppia ne può mangiare anche 600 all’anno). Nidifica su grandi alberi, deponendo un uovo in primavera con covata di 6 settimane e primo volo a 2 mesi e mezzo.
Migratore trans-sahariano, giunge nel VCO a fine marzo e riparte all’inizio dell’autunno.
Avvoltoio, viene chiamato “lo spazzino delle Alpi”. Lungo 105-115 cm, pesa circa 4,5-7 kg e ha un’apertura alare di 250-280 cm. Grigio scuro dorsalmente, con collo, testa e parti ventrali biancastre, presenta un’area periorbitale scura con ciuffo che scende a lato del mento. La coda è molto sporgente e le ali sono lunghe e strette, conferendogli grandi capacità di volo che gli permettono di sfruttare anche le minime correnti ascensionali. Vive in aree aperte con pareti scoscese e abbondante presenza di rocce, fin oltre i 2000 m. Si nutre del midollo osseo di ungulati morti, rompendo le ossa più sottili con il becco, o ingerendole intere, e frantumando quelle più robuste lasciandole cadere sulle rocce dall’alto. Costruisce più nidi (fino a 5) su cenge protette superiormente, dove depone 1-2 uova che schiudono dopo un paio di mesi, con cainismo e primo volo a 3 mesi e mezzo. Può vivere oltre 20 anni in ambiente naturale. Definito nei tempi passati “avvoltoio degli agnelli” in quanto ritenuto ingiustamente un predatore di greggi, nell’800 si era quasi estinto a causa della persecuzione umana nonché a seguito del consumo di lupi e volpi morti per ingestione di esche avvelenate.
Reintrodotto a partire dagli anni ’80 con appositi programmi, nel 2015 contava una trentina di coppie sull’arco alpino e oggi viene avvistato con buona frequenza anche nei cieli del VCO.
Lungo circa un metro, può superare i 10 kg di peso e ha un’apertura alare di 250 cm. Bruno-rossiccio, presenta collo e testa bianchi, coperti solo da corte piume e delimitati dal resto del corpo mediante una sorta di collare piumato. In volo tiene la testa ripiegata sul collo. Ha grandi capacità di volo e riesce a sfruttare anche le minime correnti ascensionali. Vive in aree aperte con pareti rocciose a picco. Avvoltoio, si nutre di ungulati morti. Mangia mezzo kg di carne al giorno, ma può stare a digiuno per tre settimane. Vive oltre 30 anni. Nidifica in genere sotto i 1500 m di quota (e soprattutto sotto i mille), deponendo un uovo a fine inverno, con covata di quasi due mesi e primo volo dopo quasi quattro.
Nel VCO è stato osservato solo di passaggio, in estate.
Avvoltoio lungo oltre 1 m, può superare i 10 kg di peso e ha un’apertura alare di quasi 3 m. Di colore bruno scuro, presenta aree chiare sul muso. Le zampe sono chiare e munite di un potente artiglio mediano con il quale riesce a lacerare le parti più coriacee delle carcasse, suo alimento principale. Vive in zone montuose fin verso i 2000 m di quota. Costruisce grossi nidi (del diametro superiore a due metri), soprattutto sugli alberi, nei quali depone 1 uovo in primavera, con covata da parte di entrambi i genitori per quasi 2 mesi e primo volo dopo 4. Nidifica regolarmente nella penisola iberica e in minor misura in quella balcanica.
Nel VCO è stato talvolta avvistato a seguito di reintroduzioni messe in atto nel sud della Francia.
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