I carnivori

I carnivori

Nel VCO sono presenti diverse famiglie appartenenti all’ordine dei carnivori (Carnivora), composto da specie che presentano un’ampia variabilità di dimensioni l’una dall’altra, anche se tutte si nutrono principalmente di carne. In ragione dell’importanza dovuta alle conseguenze della sua rapida diffusione nelle Alpi, il lupo viene trattato a parte (https://www.ossolacultura.com/specie/il-lupo/), così come la famiglia dei mustelidi in quanto rappresentati da diverse specie (https://www.ossolacultura.com/specie/i-mustelidi/).

Alla famiglia dei canidi (Canidae) appartengono il lupo (Canis lupus), la volpe (Vulpes vulpes) e lo sciacallo dorato (Canis aureus).

La volpe ha corpo allungato, con scarso dimorfismo sessuale (il maschio è lungo 65-80 cm per 5-10 kg di peso, la femmina 60-75 cm per 4-8 kg), muso appuntito e coda lunga (30-45 cm) e folta. Il mantello è fulvo-bruno dorsalmente, biancastro ventralmente, mentre la punta della coda è spesso bianca o talvolta nera.

Vive 10-12 anni, ha abitudini crepuscolari-notturne ma è molto adattabile, anche come habitat (dal mare fin oltre 2000 m), potendosi trovare anche in contesti antropizzati.

L’alimentazione è onnivora e molto varia, comprendendo roditori, uccelli, uova, insetti, frutta, carogne e animali in difficoltà. Importanti sono le predazioni di pollame, per le quali è molto nota.

Raggiunge la maturità sessuale nel corso del primo anno, con accoppiamento nella seconda metà dell’inverno, gravidanza di circa 53 giorni e parto in primavera, con nascita di 3-8 piccoli inetti. Degno di nota è il fatto che anche il padre collabora alle cure parentali.

Lo sciacallo dorato ha corporatura magra: lungo 60 cm – 1 m più 20-25 cm di coda, è alto 40-50 cm al garrese, per un peso di 8-15 kg nel maschio e 7-12 kg nella femmina.

Il muso è appuntito, il mantello è grigio-bruno con screziature fulvo-giallastre dorsalmente e più chiaro ventralmente, mentre la punta della coda è scura.

Vive in branchi di 2-5 individui, con maschio e femmina dominanti, fino a 12-14 anni, ha abitudini crepuscolari-notturne e frequenta soprattutto aree aperte o boschi poco fitti, anche vicino a contesti urbani, fino a oltre 1500 m di quota.

L’alimentazione è onnivora e molto varia, basandosi soprattutto su piccoli mammiferi ( per circa il 50%), carcasse di ungulati (40%), uccelli, uova, rettili e frutta.

La maturità sessuale viene raggiunta nel corso del primo anno, con accoppiamento nella seconda metà dell’inverno, gravidanza di circa 9 settimane e parto in primavera, con nascita di 3-8 piccoli inetti, accuditi anche dal maschio e dai fratelli maggiori.

Analogamente al lupo, anche lo sciacallo dorato va incontro al fenomeno della dispersione e può compiere lunghe migrazioni. In Italia è stato segnalato ufficialmente nel 1984 in provincia di Belluno, provenendo da nord-est. Un flusso aveva risalito la ex-Jugoslavia negli anni ‘50, un altro aveva raggiunto l’Austria dalla Bulgaria negli anni ’80.

Nel VCO è stato avvistato in Valle Vigezzo, ma al momento non sono segnalati branchi né coppie. Di fatto, è difficile avere segnalazioni certe in quanto è confondibile con cani, lupi e volpi.

La lince (Lynx lynx) appartiene alla famiglia dei felidi (Felidae). Simile a un grosso gatto, può superare il metro di lunghezza e i 20 cm di coda, con un’altezza al garrese di 60-70 cm e un peso di 12-25 kg. Il maschio è un po’ più grosso della femmina.

Il pelo è fitto, dorsalmente fulvo-bruno o grigio con macchie scure, ventralmente biancastro. Caratteristiche distintive sono la coda corta con punta nera e i ciuffi scuri sulla punta delle orecchie.

Di abitudini soprattutto crepuscolari-notturne e ottima arrampicatrice sugli alberi, può vivere anche 20 anni in aree boschive fino a 2500 m. I maschi marcano il territorio e coprono vaste superfici.

L’alimentazione è carnivora, comprendendo mammiferi di varia taglia (anche piccoli di cervo!) e uccelli.

La maturità sessuale viene raggiunta nel corso del primo anno, con accoppiamento verso la fine dell’inverno, gravidanza di circa 9 settimane e parto in primavera che dà luogo alla nascita di 2-4 piccoli inetti.

La presenza della lince nel VCO in epoca storica sembra essere stata per lo più sporadica. Secondo alcuni autori, l’ultimo esemplare sarebbe stato ucciso in valle Anzasca nel 1837.

In tempi recenti, invece, la presenza di orme dell’animale sulla neve è stata inizialmente confermata negli anni ‘90 a seguito di un rinvenimento presso il Lago Gelato, in valle Isorno, seguito da avvistamenti isolati che fanno ipotizzare un movimento di va e vieni dalla Svizzera.

L’orso bruno (Ursus arctos) fa parte della famiglia degli ursidi (Ursidae). Animale di grosse dimensioni, può superare abbondantemente i due metri di lunghezza e il metro di altezza al garrese, mentre la coda è molto corta (non più di 10-12 cm), tanto che è difficile a vedersi. I maschi possono raggiungere i tre quintali di peso, mentre le femmine, sensibilmente più piccole, solo la metà. Plantigrado, possiede zampe robuste e 5 dita per arto, dotate di unghie grosse e affilate. Il pelo è folto, bruno, con parti più scure e altre più chiare.

Conduce vita solitaria o in piccoli gruppi familiari, ha abitudini soprattutto crepuscolari-notturne mentre di giorno è poco attivo, e può superare i 25-30 anni di vita.

Predilige gli ambienti boschivi, ricchi di sottobosco, tra 700 e 1800 m, ma è molto adattabile anche ad ambienti antropizzati.

L’alimentazione è onnivora e modificabile secondo le circostanze: di solito si nutre di vegetali per circa il 60% (frutta, erba, foglie, germogli, miele, cereali), mentre per il resto consuma insetti (soprattutto formiche e api) e carogne. Le predazioni non sono rilevanti nella sua dieta.

Raggiunge la maturità sessuale a 4-5 anni, con accoppiamento in estate, gestazione di 7-8 mesi e parto di 1-3 piccoli inetti (con occhi chiusi, privi di pelo e pesanti solo 250-300 g) nei primi due mesi dell’anno. Richiedendo una lunga cura parentale che a volte supera i due anni, di solito le femmine partoriscono ad anni alterni od ogni tre anni.

Abile nuotatore e arrampicatore, riesce a raggiungere i 45 km/h nello scatto. Cammina spesso con passo ambio.

Da novembre a marzo entra in semi-letargo all’interno di una tana, dalla quale esce di tanto in tanto nei momenti meno freddi della giornata.

L’orso non è un animale territoriale e i giovani maschi vanno in dispersione anche per parecchie centinaia di km, mentre le femmine molto meno.

Nell’ambito del progetto Life Ursus varato nel 1996, dieci esemplari (3 maschi e 7 femmine tra i 3 e i 6 anni) sono stati introdotti dalla Slovenia nel Parco naturale Adamello-Brenta tra il 1999 e il 2002, giungendo a quasi 50 capi nel giro di una decina di anni e a oltre 100 oggi.

Il 5 aprile 2023 un uomo di 26 anni che stava correndo in un bosco del Trentino è stato ucciso da un’orsa. Nei precedenti 24 anni c’erano state altre 7 aggressioni, ma non gravi.

Oggetti di taglie per l’uccisione fin dal Medioevo, sembra che gli ultimi orsi della nostra provincia siano stati uccisi ad Anzino nel 1815 e a Calasca nel 1828, anche se è riportato un avvistamento del 1850 avvenuto presso l’alpe Orsera, in Valle Vigezzo.

In tempi recenti, il primo avvistamento del maschio M29, attualmente presente nel VCO, è avvenuto il 28 giugno 2019 a Crevoladossola. Nato in Trentino nel 2013, era stato segnalato in provincia di Brescia nel 2014, in provincia di Sondrio nel 2016-2017, poi in Svizzera (prima nel Canton Berna poi nel Canton Vallese) tra il 2017 e il 2019. Dopo l’avvistamento del 2019 l’esemplare è tornato in Svizzera per ricomparire a Villadossola nel maggio 2020, tra Mergozzo e Gravellona a giugno, mentre da settembre a oggi si muove tra la Valgrande e la Val Vigezzo.

Il 14 marzo 2019 è stata ripresa una genetta (Genetta genetta), appartenente alla famiglia dei viverridi (Viverridae), da una fototrappola a Gravellona Toce, mentre nell’estate 2022 un altro esemplare è stato recuperato dai Vigili del Fuoco in una via di Domodossola. In entrambi i casi si ipotizza che si tratti di animali sfuggiti a proprietari che li detenevano come animali domestici. Di origine africana, è stata introdotta in epoca storica, forse a partire dalla Spagna, per il suo aspetto esotico nonché per la capacità di predare i topi.

Di corporatura snella, è lunga 50-60 cm per un peso che di solito non supera i 2,5 kg. La coda può essere anche più lunga del corpo e mostra caratteristici anelli di bande chiare e scure alternate. Presenta pelo folto e maculato, muso appuntito e dotato di lunghe vibrisse, grandi occhi gialli e orecchie arrotondate, con zampe posteriori più lunghe delle anteriori.

Animale territoriale che marca il territorio con secrezioni odorose, predilige ambienti boschivi, dove mostra una notevole agilità dell’arrampicarsi sugli alberi anche grazie alla lunga coda che utilizza per ottimizzare il bilanciamento.

L’alimentazione è costituita soprattutto da piccoli mammiferi, in particolare roditori, ma si estende anche a uccelli, uova, molluschi, rettili, anfibi, insetti, pesci, frutta e funghi, nonché, all’occorrenza, pollame domestico.

La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni, con accoppiamenti seguiti da un paio di gestazioni di circa due mesi e mezzo all’anno, ciascuna con nascita di 1-4 piccoli inetti. In ambiente naturale, la genetta supera difficilmente i 10 anni di vita.