I chirotteri (Chiroptera), comunemente conosciuti come pipistrelli, costituiscono il secondo ordine di mammiferi (dopo i roditori) con più specie (circa il 20%); sono inoltre gli unici in grado di volare, grazie alle falangi dell’arto anteriore molto allungate e riunite da una membrana cutanea, chiamata patagio, che si estende ai fianchi, agli arti posteriori e a volte (sempre nel caso dei pipistrelli italiani) alla coda. Le 23 specie segnalate nel VCO appartengono al sottordine dei microchirotteri (Microchiroptera) e fanno tutte parte della famiglia dei vespertilionidi (Vespertilionidae), tranne una che viene classificata nei molossidi (Molossidae) e un’altra riunita nei rinolofidi (Rhinolophidae).
Come dice il nome, i microchirotteri sono più piccoli dei macrochirotteri (detti anche “volpi volanti” e assenti in Europa). Lunghi 4-8 cm più 3-6 cm di coda, pesano 10-40 g e sono ricoperti da un pelo folto di colore grigio-bruno più o meno scuro.
Hanno orecchie grandi per raccogliere l’eco delle onde sonore laringee emesse da loro e riflesse dall’ambiente. Si orientano infatti tramite ecolocalizzazione tramite biosonar (a differenza dei macrochirotteri che utilizzano la vista e l’olfatto). Un pipistrello può produrre da 10 a 200 suoni al secondo, soprattutto nella fascia degli ultrasuoni (quindi non percepibili dalle persone), sincronizzandosi con la respirazione e il battito delle ali, per cui riesce ad avere un quadro ben delineato dell’ambiente che lo circonda anche in assenza di luce.
L’alimentazione è soprattutto a base di artropodi (mentre i macrochirotteri si nutrono principalmente di frutta e nettare). Essendo animali con metabolismo intenso, hanno frequente bisogno di riposare appesi alle pareti di grotte, cavità di alberi o edifici. Inoltre, nei periodi freddi vanno incontro a letargo o a migrazione. Di indole gregaria, formano colonie numerose (quella di Staffarda, in provincia di Cuneo, d’estate supera abbondantemente il migliaio di individui).
La maturità sessuale avviene di solito già nell’anno di nascita, con accoppiamento tra fine estate e inizio inverno (cioè prima di andare in letargo), che può essere seguito da deposito dello sperma nell’apparato genitale della femmina e ovulazione ritardata, così da avere la gravidanza (che dura circa 6-8 settimane a seconda delle condizioni ambientali, risultando rallentata in caso di basse temperature e scarsità di cibo) dopo il risveglio. Il parto ha luogo a inizio estate, con nascita in genere di un solo piccolo inetto.
I pipistrelli possono vivere anche più di 20 anni. Essendo molto sensibili alle variazioni ambientali causate dalle attività umane, sono considerati degli ottimi bioindicatori.
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