I falconidi

I falconidi

Appartenente all’ordine dei falconiformi (Falconiformes), la famiglia dei falconidi (Falconidae) comprende un paio di specie interessanti che nidificano nelle nostre zone, dove possono vivere fino a 15-20 anni. Le femmine sono più grandi dei maschi di circa il 30%.

Il gheppio (Falco tinnunculus)

È il rapace più comune nei centri urbani. Lungo 30-35 cm, ha un’apertura alare di 60-70 cm. Il maschio pesa circa 150-200 g e la femmina 200-300. Il corpo è snello, dorsalmente rossiccio con punti neri, più chiaro ventralmente. La testa è grigio-bluastra nel maschio, la punta della coda è scura e le ali sono appuntite. Vive soprattutto in aree rocciose, ma anche alberate, da 500 a oltre 2500 m. A volte utilizza vecchi nidi di corvidi o nidifica su edifici. L’alimentazione è carnivora e comprende roditori, rettili, uccelli e insetti. Si riproduce in primavera con covata di 3-9 uova per un mese e primo volo a 4 settimane. Oltre ad avere la testa che può girare a 180°, mette spesso in atto la capacità di volare cosiddetta “a Spirito Santo”, cioè muovendo poco la parte prossimale delle ali e molto quella distale in modo da assumere una posizione quasi eretta e rimanere fermo in volo.

Nel VCO ce ne sono diverse coppie.

Il falco pellegrino (Falco peregrinus)

Lungo 35-60 cm, ha un’apertura alare di 80-120 cm. Il maschio pesa circa 400-800 g e la femmina 750-1250. Dorsalmente è grigio-ardesia, mentre le parti ventrali sono chiare, così come la gola e le guance, e presentano macchie e linee scure. Le ali sono appuntite. Per la sua strategia di caccia ricerca spazi aperti. Nidifica su pareti rocciose (ma anche grattacieli e torri), spesso vicino ai fondovalle (disturbo a opera di scalatori), da 500 a oltre 1500 m, e caccia fino a 2500. Si nutre soprattutto di uccelli, che non cattura quasi mai a terra. Raggiunge la velocità di oltre 100 km/h in volo orizzontale e di oltre 350 km/h in picchiata, caratteristica che lo rende l’animale più veloce del mondo. Colpendo le prede in volo a tale velocità, le tramortisce con gli artigli e le recupera poi a terra. Si riproduce in primavera con covata di 3-4 uova per 5 settimane e primo volo a 5-6. Negli anni ‘60 era quasi estinto a causa del frequente utilizzo del DDT.

Nel VCO ce ne sono diverse coppie.