I fasianidi (Phasianidae) sono una famiglia di uccelli appartenenti all’ordine dei galliformi (Galliformes). Nel VCO annoverano alcune specie importanti, soprattutto quelle comprese nella sottofamiglia dei tetraoni (Tetraoninae).
È il più piccolo galliforme europeo: lunga 15-20 cm con apertura alare di 30-35 cm, pesa 70-150 g. Di colore bruno con striature biancastre, è l’unico galliforme migratore: sverna a sud del Sahara, cambiando ogni anno rotte e siti di svernamento. In Europa è in diminuzione a causa dell’agricoltura intensiva. Si trova da 0 a 2000 m, in montagna principalmente su prati falciati. In primavera si alimenta soprattutto di insetti, poi sempre più a base di semi. Nidifica al suolo tra la copertura vegetale nel luogo scelto dal maschio, dopo un incontro basato sul canto reciproco. In genere depone 1 uovo al giorno per oltre una settimana, con covata di due settimane e mezzo e primo volo a tre settimane.
Nel VCO è presente in basso numero (sono stati segnalati soprattutto dei maschi solitari) tra Pieve Vergonte e Masera, sul lato valgrandino della Valle Vigezzo (nord), a Fondotoce e a Fondovalle di Formazza, dove è stato individuato l’unico sito certo di nidificazione recente.
Lunga circa 35 cm, ha un’apertura alare che può superare i 50, per un peso di 5-8 etti. I maschi sono un po’ più grossi delle femmine. La colorazione è complessa: il colore prevalente è grigio-marroncino con parte alta del petto tendente al blu, ali bianche e nere, gola bianca con bordo nero e becco rosso. Si può trovare da 750 a 2400 m, ma soprattutto attorno ai 2000, in ambienti rocciosi e prativi aridi, con cespugli al margine tra boschi e pascoli alti. L’alimentazione è a base di insetti (in particolare cavallette) e vegetali. D’inverno vive in colonie che possono ammontare a 10 individui, poi in primavera si isolano le coppie, con deposizione di 8-15 uova, spesso in nidi scavati tra le rocce, che vengono covate per circa 25 giorni, con primo volo a tre settimane.
Nel VCO, dove è consentita la caccia di circa 50 capi all’anno, ce ne sono alcune centinaia di coppie. Ultimamente risulta in diminuzione a causa dell’abbandono dell’agricoltura tradizionale alpina.
Essendo stato importato dal Caucaso due millenni fa, rappresenta il più antico esempio di importazione in Europa per scopi venatori. Ancora adesso, del resto, viene introdotto per lo stesso motivo, tanto che per molti anni è stata la prima specie importata in Piemonte per numero annuale. I maschi sono lunghi fino a 80 cm, con coda provvista di barrature nere e lunga fino a 50 cm. Le femmine possono arrivare a 60 cm. Il peso è inferiore al kg e l’apertura alare è di circa 80 cm. La colorazione è complessa: il maschio è rossiccio con picchiettature nere e bianche, collare bianco e testa verdastra con ampie aree periorbitali rosse, la femmina è di colore nocciola con picchiettature nere. L’alimentazione è soprattutto vegetale, basata in particolare su semi di graminacee, ma a volte (specialmente nel caso dei giovani in crescita) viene integrata con insetti. La costruzione dei nidi è poco curata, con deposizione di 8-15 uova che vengono covate per 4 settimane solo dalla femmina e primo volo già a una decina di giorni.
Essendo scarsamente rappresentato il suo ambiente naturale di riproduzione, costituito principalmente da grandi aree cerealicole, nel VCO è poco frequente; talvolta il fagiano può però essere rinvenuto fin verso i 600 m a seguito di rilasci venatori.
Appartenente alla sottofamiglia dei tetraoni (Tetraoninae), è presente in tutto l’arco alpino. Lunga fino a 40 cm, pesa 4 o 5 etti e ha un’apertura alare di circa 55 cm. Il colore è variabile con la stagione: d’estate i maschi sono dorsalmente grigiastri, leggermente picchiettati di nero, e bianchi ventralmente; la femmina è invece più rossiccia con picchiettature marcate. D’inverno sono entrambi bianchi. Predilige ambienti aperti e cespugliosi (come i rododendreti), vallette, pietraie, prati d’altitudine e simili. L’alimentazione è soprattutto vegetariana, con integrazione a base di insetti per gli individui in crescita. Specie gregaria, si associa in gruppi anche di decine di individui tra l’estate e l’inizio dell’inverno. In primavera si formano le coppie, con deposizione di 7-8 uova chiazzate di marrone e covata di circa 20 giorni. Il primo volo avviene in genere durante la terza settimana.
Nel VCO si trova nella parte alta delle valli di confine, soprattutto tra 2000 e 3200 m. Negli ultimi decenni è scomparsa dal versante vigezzino della Valgrande in seguito alla pressione venatoria.
Appartenente alla sottofamiglia dei tetraoni (Tetraoninae), è assente nel Piemonte occidentale al di là della Valsesia. È ben conosciuto dagli escursionisti perché, quando è disturbato, parte con volo basso in maniera improvvisa e rumorosa, provocando spaventi. Lungo 35-40 cm, ha un’apertura alare di circa 50 cm e un peso inferiore al mezzo chilo. Di colore grigio e marrone, presenta varie screziature bianche e nere. Vive nel sottobosco fitto, con giovani conifere sempreverdi, che offrono rifugio, e latifoglie, delle quali consuma gemme e fiori maschili penduli di latifoglie. L’alimentazione è prevalentemente costituita da vegetali, con integrazione a base di insetti in particolare per gli individui in crescita. Costruisce un nido rudimentale a terra, con deposizione di 3-10 uova in primavera, covate dalla femmina per circa 22-23 giorno; il primo volo si ha circa a 2-3 settimane.
Assente dal VCO per oltre un secolo (dai primi decenni dell’800 agli anni ‘40 del ‘900) a causa dell’elevato sfruttamento boschivo, ha ricolonizzato le nostre zone con la ripresa del bosco nel dopoguerra. Oggi è presente soprattutto nella zona settentrionale della provincia, tra 1000 e 1800 m. In Valle Vigezzo, dove prevalgono le faggete pressoché prive di sottobosco, è meno frequente.
Detto anche gallo forcello per le caratteristiche penne timoniere esterne conformate a falce e rivolte lateralmente (presenti solo nei maschi), è il galliforme più diffuso nel VCO, anche se in varie zone delle Alpi appare in declino già da qualche decennio. Il maschio può arrivare a 60 cm (più 15 di coda) di lunghezza, con apertura alare di 80-90 cm e peso maggiore di un kg, mentre la femmina in genere non supera i 45 cm.
Il colore del maschio è nero con sfumature bluastre, vistoso sottocoda bianco e parti sopra gli occhi rosso-vive; la femmina è invece bruno-rossiccia con picchiettature nere e bianche. L’alimentazione nell’adulto è a base di bacche e altri vegetali, mentre gli individui in crescita si nutrono soprattutto di insetti. Predilige ambienti con larici e rododendri alternati a prati, tra 1400 e 2200 m, dove in primavera i maschi si ritrovano nei siti di parata nuziale, chiamati arene di canto, e si confrontano con versi e atteggiamenti aggressivi che spesso esitano in combattimenti. Le uova, deposte a terra in numero di 4-10, vengono covate per circa 25-28 giorni, con primo volo nella terza settimana.
Per non disturbarne lo svernamento sulle alture dell’Alpe Devero nel corso dell’inverno 2025-26, la direzione delle Aree Protette dell’Ossola ha predisposto delle aree di interdizione a sciatori e ciaspolatori tra il Monte Cazzola e la bassa Val Buscagna (Lago Nero e Alpe Misanco).
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