Appartenente all’ordine degli ungulati artiodattili (Artiodactila) e alla famiglia dei bovidi (Bovidae), il muflone non è autoctono delle nostre zone ma è stato introdotto illegalmente per scopi venatori nella prima metà degli anni ’90 ed è poi giunto a formare dei nuclei di parecchie decine di esemplari sulle pendici del Mottarone. In Sardegna e Corsica è invece considerato endemico.
Di comportamento schivo, ha dimensioni contenute (35-50 kg nel maschio e 25-35 kg nella femmina) e può ibridarsi con la pecora domestica (Ovis aries), avendo origine comune. La caratteristica più appariscente del suo aspetto sono le corna arcuate lunghe fino a 80 cm nel maschio, molto più piccole e spesso assenti nelle femmine. In inverno, sulla groppa degli individui di sesso maschile è inoltre presente una sorta di “sella” di pelo chiaro.
Adatto ad altopiani con luoghi rocciosi e boscati di bassa montagna, è un buon arrampicatore ma non ama la neve.
Erbivoro poco esigente, d’inverno si accontenta di arbusti, ghiande, cortecce e fogliame.
La maturità sessuale avviene di solito nell’anno successivo alla nascita, ma in genere le femmine non accedono all’accoppiamento prima di due anni e i maschi prima di 4. La riproduzione avviene d’autunno, preceduta da combattimenti tra i maschi e seguita da una gestazione di circa 5 mesi, con parti soprattutto nel mese di aprile e nascita in genere di un solo piccolo.
Di indole gregaria, vive in branchi divisi per sesso. Tuttavia, i maschi tendono a divenire solitari con l’avanzare degli anni. L’aspettativa di vita in natura è di una dozzina di anni.
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