Le bisce

Le bisce

Nella nostra zona esistono diverse specie di serpenti non velenosi, appartenenti alla famiglia Colubridae, facilmente differenziabili dalla vipera (si veda in proposito il capitolo dedicato a quest’ultima) e spesso chiamati milordoni o bilordoni.

Il biacco (Hierophis viridiflavus)

Di colore scuro e con evidenti sfumature giallastre ben visibili soprattutto nella parte inferiore, è la biscia più facilmente rinvenibile dalle nostre parti, anche per la sua buona capacità ad adattarsi agli ambienti urbani. A Domodossola, all’incrocio tra via Trieste e via De Gasperi, qualche anno fa un biacco (proveniente dal greto del Toce, attraverso lo scavo ferroviario in stato di semi-abbandono) si era insediato nella cantina di una casa disabitata e aveva imparato a uscire da una grata per salire a scaldarsi sul cofano delle auto appena parcheggiate. Un altro, disturbato dal tosaerba, era fuggito dal giardino della Casa di riposo di via Romita ed era finito schiacciato da un’auto. Lungo in genere fino a 120-130 cm, seppure innocuo è dotato di una certa aggressività e muove attacchi per scoraggiare chi lo disturba. Si muove con velocità e può effettuare spostamenti fino a 3 km. Si rinviene comunemente fino a 1500 metri di quota e a volte supera i 2000.

Il saettone (Elaphe longissima o Zamenis longissimus)

Lungo e affusolato, può superare facilmente il metro e mezzo di lunghezza. Di colore nerastro, mostra una parte anteriore, lunga circa 10 cm, di colore marroncino-giallastro. A volte presenta picchiettaure biancastre ed è più chiaro nella parte inferiore. Più comune sotto i mille metri di quota, in genere non si trova sopra i 1500. Di carattere docile, si lascia prendere in mano abbastanza facilmente. È il più arboricolo tra i nostri serpenti, riuscendo a salire anche su bassi arbusti, ed è l’unico costrittore (uccide cioè la preda stringendola tra le sue spire).

La natrice tassellata (Natrix tessellata)

Nutrendosi soprattutto di pesci, si trova vicino ad ambienti acquatici. Di colore scuro con bande nerastre alternate sul dorso, di solito non supera il metro di lunghezza e ha gli occhi rivolti in alto per facilitare la caccia in acqua. In genere si trova a quote basse, sotto i 600 metri, ma a volte raggiunge i 1800. Molto timida, non morde ma, per difendersi, soffia, mette in atto la tanatosi (si finge morta) ed emette delle secrezioni nauseabonde.

La natrice dal collare (Natrix natrix)

Per le squame carenate e la testa grossa viene a volte confusa con la vipera. Di colore grigio o verdastro, con bande nere sul dorso, deve il suo nome comune alla presenza di due macchie bianche (peraltro non sempre presenti, soprattutto negli esemplari di una certa età) ai lati del collo. Può raggiungere quote abbastanza elevate, fin verso i 2300 m, e si rinviene di preferenza vicino ad ambienti acquatici, anche se a volte se ne allontana (soprattutto le femmine adulte) in cerca di prede. Come la natrice tassellata, mette in atto tanatosi ed emissione di secrezioni nauseabonde. Può raggiungere i due metri di lunghezza.

Il colubro liscio (Coronella austriaca)

Di colore bruno-grigiastro, presenta una doppia serie di macchie longitudinali sul dorso. Di solito non supera il mezzo metro di lunghezza e molto raramente può raggiungere i 70 cm. Si trova anche al di sopra dei 2000 m di quota. Viene a volte confusa con la vipera per le dimensioni contenute e la messa in atto di atteggiamenti (soffia, gonfia la testa perché sembri triangolare e simila morsi) volti a scoraggiare le minacce.