Croveo

Uno scrigno di cultura e bellezza

Croveo (818 m) è una frazione del Comune di Baceno situata in Valle Antigorio, sulla strada anticamente molto importante che, passando dall’Alpe Devero, raggiungeva la Svizzera attraverso il Passo dell’Arbola.

DOVE

Ritrovo nel parcheggio sito al centro di Croveo (46.2715 N, 8.3055 E).

NOTE PRATICHE

Il percorso si sviluppa su facili sentieri e non presenta tratti impervi. Tuttavia, il fondo sassoso della mulattiera è a tratti sconnesso e, correndo in vicinanza del torrente, può risultare scivoloso. Sono pertanto necessarie calzature adeguate e si consiglia l’utilizzo dei bastoncini da camminata. La copertura telefonica è costante e in alcuni punti si incontrano delle fontane.

PERCORSO

Ottimamente conservato, il centro storico si presenta molto piacevole e offre interessanti testimonianze della vita di un tempo, dalle case rurali di vario stile al torchio settecentesco con macina per spremere pere, mele, uva, noci e canapa. Suggestivo è anche il lavatoio dell’800 e molto originale si presenta il campanile costruito su una roccia. La chiesa seicentesca di Santa Maria contiene varie opere d’arte, tra le quali alcuni ex voto.

Nel secolo scorso don Amedeo Ruscetta, parroco di Croveo dal 1899 al 1959, aveva raggiunto una notevole notorietà poiché aveva assemblato una squadra di giovani parrocchiani ai quali aveva insegnato a catturare le vipere che poi spediva all’istituto sieroterapico per produrre il siero antiveleno. Si calcola che nel corso della sua attività sia giunto a coordinare la cattura di ben 13mila esemplari di questi rettili. Una statua davanti alla chiesa lo raffigura con una vipera in mano, mentre la casa in cui viveva ha conservato la sua camera da letto e la sua collezione di animali imbalsamati. Nel 1942, l’Istituto Luce ha realizzato un servizio sulla sua attività, visibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=EjA4zJDSIoY&t=6s.

La casa del cappellano ospita anche un museo che raccoglie interessanti reperti degli attrezzi utilizzati fino al secolo scorso in vari tipi di lavorazioni, sia domestiche sia relative alle diverse professioni artigianali esercitate in paese e nel territorio circostante. Di particolare rilievo risulta la strumentazione per lavorare le fibre di canapa, come una gramola per liberarle dalla polpa e un telaio per realizzare i tessuti. Gli attrezzi per caseificare sono visibili sia lì sia presso la vicina storica latteria.

Se il centro storico di Croveo è interessante, anche i dintorni non sono da meno, offrendo piacevoli scorci naturali e importanti testimonianze storico-antropologiche.

A poca distanza dall’abitato si possono vedere una spettacolare cascata e le caratteristiche “caldaie” rocciose scavate dal torrente Devero nel corso dei millenni.

A Ecchio, anch’esso comodamente raggiungibile a piedi, è presente un caratteristico nucleo di costruzioni in pietra e legno ottimamente conservate. Sul posto era attiva una cava di serizzo, nome commerciale dello gneiss locale, ed è ancora visibile una colonna simile a tante altre che sono andate a costituire il colonnato di via Po a Torino.

A Osso, nei pressi della strada che conduce a Goglio, sorge il “Treno dei bimbi”, un villaggio vacanze realizzato nel 1966 per ospitare, nel periodo delle vacanze estive, i bambini di emigrati italiani che lavoravano in Svizzera ma le cui famiglie abitavano a Domodossola nel quartiere “Cappuccina”, così denominato in quanto si era costituito attorno alla parrocchia retta dai frati francescani. L’idea era stata del priore di questi ultimi, padre Michelangelo, che aveva chiesto in dono alcune carrozze ferroviarie dismesse all’allora Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro, in seguito diventato Presidente della Repubblica. A sud di Croveo è stato ripristinato un antico mulino che sfruttava le acque del rio Ghendola, anch’esso visitabile con una piacevole passeggiata di pochi minuti. Più in basso, tra Croveo e Baceno, si trova il nucleo di Cuggine con i curiosi e originalissimi bassorilievi, di incerta interpretazione, scolpiti in stipiti di porte e finestre. Nella frazione è anche visibile un’antica macina del ‘700 e si può passeggiare in quelli che erano i caratteristici passaggi pedonali tra le case di un tempo.

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