Domodossola, città di confine

DOVE

Ritrovo nell’atrio della stazione di Domodossola (46.1155 N, 8.2963 E). Parcheggio a pagamento in piazza della stazione o dietro l’edificio delle ex poste (46.1167 N, 8.2962 E).

NOTE PRATICHE

La visita, della durata di circa 2 ore e mezza, si svolge a piedi lungo i marciapiedi o le vie del centro chiuse al traffico. La lunghezza totale del percorso è di circa 2 chilometri.

PERCORSO

La visita inizia con una visione generale della città e della sua ubicazione nel territorio circostante, grazie alla mappa in grande formato presente nell’atrio della stazione internazionale, costruita a inizio ‘900 di fianco alla preesistente piccola stazione del 1888. Percorrendo il viale che conduce in centro, lungo il quale nel 1971 è stata scoperta una tomba di epoca romana, si giunge al perimetro del borgo medievale, di forma curiosamente pentagonale, del quale in alcuni punti si possono ancora scorgere le mura. Attraverso la storica via Briona, lungo la quale si erge la Torre del Vescovo, signore della città nella seconda parte del Medio Evo, si giunge alla scenografica piazza del Mercato dove un tempo sorgeva il Palazzo Pretorio distrutto da Napoleone a inizio ‘800. Nella chiesa parrocchiale sono degni di nota un bassorilievo del XII secolo, ritenuto facesse parte dell’antico architrave della chiesa, e un quadro del 1615-16 di Tanzio da Varallo raffigurante san Carlo Borromeo che impartisce la Comunione ai malati di peste. Non lontano dalla chiesa è possibile vedere la Torretta, oggi spesso utilizzata come simbolo della città, e percorrere un tratto lungo le mura ancora presenti. Rientrati nel borgo, si attraversa il quartiere della Motta, assai degradato fino a qualche decennio fa ma oggi impreziosito da accurate opere di ristrutturazione che ne hanno valorizzato le sue suggestive piazze e viuzze, con i vecchi balconi in legno a due piani e il sontuoso palazzo cinquecentesco di proprietà del condottiero Paolo della Silva, soldato di ventura che combatteva agli ordini di Francesco II, re di Francia. Poco distante si passa davanti al collegio, oggi sede di uffici comunali, fatto costruire dal conte Giacomo Mellerio, grande amico di Antonio Rosmini, con la piazza che ospita un gigantesco esemplare di cedro. Nel centro storico è anche visibile Palazzo San Francesco, un tempo chiesa conventuale di particolare pregio artistico, poi convertita a uso civile da Napoleone. La sede del municipio, con la sua facciata neoclassica, è stata sede della storica Repubblica dell’Ossola ma conserva ancora le inferriate con i fasci littori. Percorrendo infine la storica allea, viale ottocentesco progettato a fini residenziali, si passa accanto al signorile Palazzo Mantellini e al grande Collegio Rosmini per concludere la visita presso la chiesa dedicata alla Madonna della Neve, con un curioso portico a larghe colonne eretto in modo tale da poter essere rapidamente rinforzato con apposite paratie per proteggerne l’interno dalle periodiche esondazioni del torrente Bogna che per secoli hanno afflitto la città.

...e ancora

 

 

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