DOVE
Ritrovo presso il parcheggio adiacente la Latteria Antigoriana di Crodo, sulla Strada Statale 659 delle Valli Antigorio e Formazza (46.2255 N, 8.3259 E).
NOTE PRATICHE
L’escursione prevede una parte di spostamenti in auto e una parte a piedi. Lasciando alcune vetture a Verampio, le si ritrova al termine della camminata che quindi può avvenire quasi interamente in discesa, senza dover poi risalire per lo stesso percorso. L’itinerario non presenta difficoltà escursionistiche, ma richiede comunque una capacità di camminata totale di almeno un’ora effettiva. In alcuni tratti, il fondo degli orridi si presenta leggermente fangoso e scivoloso, per cui sono richieste calzature con idonea suola da montagna e può risultare utile l’utilizzo di bastoncini da camminata. Essendo le fontane presenti in quantità limitata, è consigliabile portarsi le bevande da casa. La copertura telefonica è costante, a parte in alcuni tratti degli orridi.
PERCORSO
Raggiunta in auto la vicina località di Verampio, si può osservare la spettacolare emersione del cosiddetto Elemento 0, la parte più profonda di crosta terrestre che costituisce le Alpi, visibile solo qui in tutto l’arco alpino. Lasciata una parte delle auto nel parcheggio poco lontano, si prosegue con le altre per circa 4 km, fino a giungere al confine tra i Comuni di Baceno e Premia. La balconata sita in località Monte permette di cogliere con uno sguardo la conformazione della valle, riuscendo a visualizzare quale dovesse essere la situazione ai tempi della glaciazione würmiana, quando il ghiacciaio del Toce aveva raggiunto lo spessore di oltre 1 km. In pochi minuti di cammino si scende ad ammirare un antico abbeveratoio, interamente scolpito nella roccia, con il quale gli abitanti di un tempo riuscivano a utilizzare efficientemente l’acqua che percola dai prati soprastanti. Risaliti a prendere l’auto, si supera l’abitato di Premia e si scende ad Uriezzo, dove si parcheggia nei pressi dell’oratorio seicentesco di Santa Lucia dopo essersi fermati a scorgere alcune intrusioni di metabasiti che, derivate dalle effusioni laviche avvenute sui fondali oceanici in lontane ere geologiche, ora risultano curiosamente incastonate nella parete rocciosa della falesia di Balmafredda. Dal posteggio, in pochi minuti si giunge all’Orrido Nord-Est: lungo circa un centinaio di metri e profondo una decina, risulta particolarmente affascinante per la ristrettezza di alcuni passaggi. Si continua poi a camminare verso valle, scendendo al ponte sull’Orrido di Balmasurda nel quale scorre il Toce, così da poter evidenziare le differenze rispetto agli orridi oggi non più percorsi dall’ acqua. Risaliti sul sentiero principale, in circa 10 minuti si giunge all’imbocco dell’Orrido Sud, che con i suoi 200 metri di lunghezza e i circa 20-30 di profondità risulta il più spettacolare e il più visitato. Lo si percorre interamente in discesa, avvalendosi delle solide scalette in metallo che sono state poste per consentirne l’accesso in piena sicurezza. Sbucati nel bosco sottostante, con una camminata di circa 15 minuti si perviene alle suggestive marmitte dei giganti site allo sbocco dell’Orrido di Balmasurda, in località Maiesso. Da lì, con un’ulteriore discesa di circa 10 minuti si raggiungono le auto lasciate a Verampio con le quali si risale a Uriezzo a recuperare le altre. Se resta ancora del tempo, a discrezione dei partecipanti si può effettuare una sosta aggiuntiva presso la chiesa di Baceno, scendendo in circa 10 minuti di cammino a osservare una marmitta dei giganti, colma di terreno, sulla quale oggi passa una mulattiera.
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