L’escursione costituisce un’interessante occasione per approfondire numerosi aspetti dell’architettura tradizionale ossolana, camminando su antiche mulattiere e attraversando graziose borgate ricche di storia e oggi al centro di virtuosi progetti di recupero.
DOVE
Ritrovo alle ore 9.00 presso il parcheggio di Oira (46.1746 N, 8.3157 E), nel Comune di Crevoladossola. Il ritorno è previsto per le 17.00.
NOTE PRATICHE
Il percorso misura circa 9 km e non presenta difficoltà. I dislivelli sono modesti, ma è comunque richiesto un certo allenamento per non rischiare un eccessivo affaticamento. Dovendo affrontare tratti di mulattiera in parte sconnessi, è importante indossare scarpe con suola adeguata e si consiglia l’utilizzo di bastoncini da camminata. Nel corso dell’escursione si trovano diverse fontane e la copertura telefonica è costante.
PERCORSO
L’escursione inizia da Oira (380 m), piccola frazione dalla storia molto interessante. Dopo aver osservato alcuni edifici antichi si esce dall’abitato e, passando accanto a una marmitta glaciale, ci si reca ad Arzaloo (360 m), dove si ergono una casa binata del ‘500 e una pregevole cappella settecentesca. Qui una baita privata viene utilizzata come sede di incontro per vari eventi artistico-culturali. Attraversato il fiume Toce sul ponte ad arco (pons maius) che ha dato il nome alla frazione, si raggiunge Pontemaglio (370 m), dove nel suggestivo nucleo storico è visibile un portale con il simbolo del doppio cerchio, a ricordare l’antica casata feudale dei De Rodis. Percorrendo una spettacolare mulattiera gradinata che permette di superare le balze rocciose soprastanti, si entra nel Comune di Montecrestese giungendo alle rovine del Castello dei Picchi (510 m), ritenuti dei briganti attivi tra ‘500 e ‘600. Si accede poi al ridente abitato di Veglio (540 m), nucleo abbandonato nel corso del ‘900 e ora sede di un interessante progetto di recupero da parte di alcune persone che vi si sono trasferite. Dopo la sosta per uno spuntino, si transita presso un’antica fornace per la produzione di calce e si raggiunge la quota massima di 600 metri dalla quale si inizia la discesa verso la frazione Chezzo (440 m), uno scrigno di architettura tradizionale straordinariamente ricco di antichi affreschi. Nel vicino abitato di Lomese (450 m) si possono vedere le rovine di un antico palazzo signorile prima di scendere alla località Croppomarcio (400 m), altro centro molto interessante per i mirabili esempi di architettura tradizionale in un profluvio di scale in pietra per l’accesso alle abitazioni, alcune delle quali di epoca medievale. In breve si giunge poi a Ghesc (380 m), dove ha sede la Fondazione Canova che da alcuni decenni è impegnata nel recupero dell’architettura tradizionale attraverso ristrutturazioni, iniziative culturali e corsi di formazione. Scesi ad attraversare il Toce attraverso un ponte di recente costruzione, si ritorna nel Comune di Crevoladossola in corrispondenza della frazione Canova (350 m), dove l’attività dell’omonima fondazione ha avuto inizio alcuni decenni fa. Da lì, passando accanto allo storico lavatoio e ad alcuni interessanti edifici religiosi, si risale in breve al punto di partenza.
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