DOVE
Ritrovo nel parcheggio di piazza Aldo Moro, nel centro di Baceno. Provenendo da Domodossola lo si incontra sulla sinistra entrando in paese (46.2595 N, 8.3189 E). Lasciate alcune auto sul posto, si sale con le altre a Osso, sito a circa 3 km di distanza.
NOTE PRATICHE
L’intero percorso, su facile sentiero, misura meno di 6 km e si sviluppa su tratti ondulati senza salite di rilievo, con una discesa di circa 10 minuti. Si cammina complessivamente in discesa, con un dislivello negativo totale di circa 250 metri. Sono richieste calzature con suola adatta ai sentieri di montagna e possono risultare utili i bastoncini da camminata. Sull’itinerario sono presenti fontane e la copertura telefonica è costante.
PERCORSO
La frazione Osso (831 m), nel Comune di Baceno, ha rivestito per secoli una certa importanza come stazione mercantile sul percorso che da Domodossola, passando per l’Alpe Devero, raggiungeva la Svizzera attraverso il Passo dell’Arbola. Qui si ripartivano i carichi per le bestie da soma e sugli ampi prati si poteva rifocillare il bestiame proveniente da nord per partecipare alle fiere organizzate in varie parti del ducato di Milano. Tra gli edifici spiccano due case signorili costruite dalla facoltosa famiglia Frassetti, la quale aveva accumulato un notevole patrimonio economico grazie agli introiti commerciali derivanti dall’ubicazione strategica di Osso (ma fra gli esponenti di quel lignaggio si annoverano anche notai e sacerdoti): la prima, del 1584, è una grande casa in pietra tutt’ora abitata; l’altra, del 1639, è una costruzione binata in pietra e legno tipica della zona. Il piccolo oratorio, completato nel 1696 e dedicato a San Domenico, si trova su uno spuntone roccioso perché quello precedente era stato spazzato via da uno straripamento del torrente Devero nel 1640, quando era ancora in costruzione. Poco distante sorge il Treno dei bimbi, un originale villaggio vacanze realizzato nel 1966 su vecchie carrozze ferroviarie per ospitare, nel periodo della villeggiatura, i bambini di emigrati italiani che lavoravano in Svizzera ma le cui famiglie abitavano a Domodossola nel quartiere “Cappuccina” (così denominato in quanto si era costituito attorno alla parrocchia retta dai frati). L’idea era stata del priore di questi ultimi, padre Michelangelo Falcioni, che aveva chiesto in dono alcuni vagoni dismessi all’allora Ministro dei Trasporti Oscar Luigi Scalfaro, in seguito diventato Presidente della Repubblica. La struttura è ancora oggi frequentata soprattutto nei fine settimana estivi, quando molte famiglie la raggiungono per pranzare all’aperto e partecipare a eventi di intrattenimento.
Imboccato lo storico sentiero che scorre sul fianco orografico destro della valle, in breve si giunge alla spettacolare cascata che, nel corso dei millenni, trasportando il materiale morenico derivante dallo scioglimento dei ghiacci formatisi durante la glaciazione würmiana ha scavato nella roccia le caratteristiche “caldaie”. Alcune scalette permettono di scendere ad ammirare in tutta sicurezza lo spettacolo dell’acqua che scorre impetuosa nella forra del torrente Devero.
Dopo un tratto con ampi gradini intagliati sul fondo roccioso si giunge alla località Forgnone, dove sorge la cappella di San Marco, un tempo tappa di percorsi rogazionali. Poco più avanti sono evidenti alcuni punti nei quali le grosse pietre del selciato testimoniano dell’importanza mercantile che questo percorso aveva nei secoli passati. Attraversato il rio Ghendola su un facile guado attrezzato, si lascia provvisoriamente il sentiero per scendere a visitare il mulino che è stato ripristinato e consente di osservarne l’interno. Ripreso il percorso e attraversata la località Quartarone, si perviene rapidamente a Graglia (720 m), il cui oratorio seicentesco, dedicato a San Carlo Borromeo, si trova in posizione panoramica con bella vista su Baceno, tanto che viene a volte scelto come sede per la celebrazione di matrimoni. Scendendo per una mulattiera, in 10 minuti si giunge a Uresso (655 m) dove si passa accanto agli edifici abbandonati in cui, fino agli anni ’80, si imbottigliava l’acqua minerale che sgorgava da cinque polle. Poco più avanti si perviene all’oratorio seicentesco della Madonna della Neve dal quale, con un sentiero nel bosco, si risale per un breve tratto fino a un ponticello sul torrente Devero, raggiungendo così il nucleo di Cuggine (705 m), con i suoi curiosi bassorilievi, di incerta interpretazione, scolpiti in stipiti di porte e finestre. Nella frazione è anche visibile un’antica macina del ‘700 e si può passeggiare in quelli che erano i caratteristici passaggi pedonali tra le case di un tempo. Per una strada pianeggiante sterrata si arriva infine all’oratorio di Sant’Antonio da Padova, anch’esso del XVII secolo, e in pochi minuti si raggiungono le auto lasciate a Baceno.
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